di Silvia Gigliotti*

Siamo ancora nei giorni dell’estate, probabilmente con molti bambini e ragazzi ancora immersi nelle loro vacanze ma, al contempo, si guarda già all’arrivo di settembre.

Settembre rappresenta ogni volta un nuovo inizio, un nuovo anno per tutti – studenti, insegnanti e genitori – carico di aspettative e spesso preoccupazioni per il percorso che sta per iniziare o ri-iniziare.  Il lavoro che facciamo con bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento ci ricorda, soprattutto in questa fase dell’anno, quanto sia utile e funzionale per gli studenti, approfondire eventuali difficoltà o aggiornare, qualora già presenti, le certificazioni DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento).

La maggior parte dei genitori si aspettano che la scuola e gli insegnanti accolgano i propri figli e li formino come persone, li rispettino nella loro personalità, li conducano a sviluppare le loro peculiarità, li invitino alla socializzazione, li comprendano, li seguano, li stimolino, ne comprendano le difficoltà e, soprattutto, le risorse.  Si aspettano, dai figli come studenti, che stringano amicizie, solidarizzino con i compagni, si rendano indipendenti, si formino per la vita. Sperano che apprendano e costruiscano il loro bagaglio di esperienze e cultura.

L’inizio di un nuovo ciclo: la scuola primaria

Ogni ciclo scolastico porta con sé le sue specificità peculiari.
Il percorso scolastico dei bambini con disturbi dell’apprendimento alla scuola primaria è spesso accompagnato da ostacoli da superare, frustrazione, sofferenza, ma anche da grande gioia e soddisfazione, soprattutto quando gli sforzi vengono riconosciuti. Un grande ruolo in questo senso lo giocano sia la scuola che la famiglia.
Il riconoscimento che alcune fatiche nell’acquisizione della letto-scrittura e nel calcolo siano legate ad un disturbo specifico dell’apprendimento, risulta di fondamentale importanza per la costruzione di un’immagine positiva di sé stessi come alunni.

Spesso, risultano efficaci gli screening che vengono effettuati solitamente in seconda classe della scuola primaria, che forniscono a insegnanti e genitori, un’idea sommaria di come procedere per un potenziamento da poter realizzare anche durante l’estate, con dei compiti costruiti ad hoc.
È importante ricordare che la valutazione dei disturbi specifici dell’apprendimento legati alla letto-scrittura ed eventuale relativa certificazione si può fare a partire dalla della seconda o inizio della terza classe della scuola primaria, quando infatti alcuni concetti legati all’ortografia e l’automatizzazione della lettura dovrebbero essere avviati.

Il passaggio dalla scuola primaria alla secondaria di primo grado…

Dopo 5 anni con gli stessi compagni e le stesse maestre, si arriva al primo cruciale step: il passaggio di ciclo tra la suola primaria e la scuola secondaria di primo grado.

In questa fase, vengono richiesti ai ragazzi, da un punto di vista dell’apprendimento, processi di elaborazione dell’informazione maggiormente complessi. Tuttavia, la questione più importante da affrontare in questa fase dello sviluppo è la preadolescenza, il tipico periodo dove i ragazzi e le ragazze non si sentono né grandi, né piccoli. Oltre al desiderio di conoscenza, già sperimentato nell’infanzia, i ragazzi di 11 anni si trovano ad affrontare nuove sfide a livello relazionale, nuovi cambiamenti, non più una o due maestre ma molti più insegnanti con i quali relazionarsi. Un aspetto di preoccupazione che spesso viene riportato dai ragazzi a questa età è quello di non trovarsi bene con i compagni. Le relazioni e il confronto sociale assumono, infatti, un ruolo molto più importante che non alla scuola primaria.

Il passaggio dalla scuola primaria alla scuola secondaria di primo grado costituisce una fase di transizione particolarmente impegnativa perché vissuta nel periodo di sviluppo psico-fisico del bambino, tra l’infanzia e la preadolescenza, portatore di grandi cambiamenti fisici e psicologici. Questa considerazione è valida per tutti i ragazzi che si affacciano al cambio di ciclo, ma di fondamentale importanza per coloro che hanno una certificazione di disturbo specifico dell’apprendimento. Lo scambio di informazioni fatto sia dagli insegnati che dai genitori al passaggio del ciclo scolastico, si prefigge l’obiettivo di accompagnare e rassicurare i ragazzi e le famiglie durante questo nuovo avvio di percorso, favorendo una graduale conoscenza del “nuovo” e promuovendo lo sviluppo di competenze emotive, relazionali e sociali utili per affrontare il cambiamento.

… e dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado

Il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado a quella di secondo grado che avviene in piena adolescenza porta invece con sé un carico di preoccupazioni tipiche dell’età, legate principalmente alla costruzione del sé: cambiano i punti di riferimento, il bambino, costantemente guidato dall’adulto di riferimento, lascia gradualmente spazio al ragazzo che inizia a fare delle scelte, tra cui la scuola superiore, seguendo, ci si auspica, le sue inclinazioni e le sue ambizioni. Da qui numerose domande: Avrò fatto la scelta giusta? Sarà davvero la mia strada? Riuscirò ad affrontare le mie difficoltà?

Durante quest’ultimo passaggio di ciclo è, dunque, fondamentale che siano i genitori, supportati eventualmente dagli specialisti di riferimento, a prendere contatti con i coordinatori di classe, per anticipare o presentare i ragazzi e le eventuali difficoltà a livello di apprendimento.

Nella scuola secondaria risulta quindi uno strumento molto utile per i nuovi insegnanti, prima che possano realmente conoscere individualmente ragazzi come persone nelle loro caratteristiche proprie, l’aggiornamento funzionale della certificazione del disturbo specifico dell’apprendimento.

Se è pur vero, come indicato dalla Consensus Conference 2011, che la certificazione DSA è valida per tutto il ciclo degli studi, è anche vero che i bambini e i ragazzi cambiano negli anni, nel modo di apprendere e nel modo di compensare e affrontare le proprie fragilità.

L’aggiornamento al cambio di ciclo scolastico ha quindi l’obiettivo di fotografare la situazione aggiornata di cambiamenti e miglioramenti e mostrare ai nuovi docenti, oltre alle fragilità, anche e soprattutto le potenzialità dei ragazzi.
È importate ricordare che la rivalutazione non è una nuova diagnosi, ma un passaggio importante per aggiornare la certificazione che individua strumenti, misure e strategie utili ad agevolare il percorso didattico. Essa non deve essere in alcun modo vista come ostacolo o come etichetta, ma come risorsa importante per meglio affrontare il nuovo ciclo con gli strumenti più appropriati al momento che si sta vivendo.

“In ogni inizio c’è un po’ paura,
un po’ di entusiasmo,
un po’ di avventura…”
(Guidi M.)


* Silvia Gigliotti, psicologa, perfezionata in disturbi specifici dell’apprendimento e difficoltà scolastiche, lavora da anni nel servizio integrazione scolastica e come insegnante di sostegno. Referente nell’equipe DSA dei centri clinici della cooperativa Spazio Aperto Servizi. Si occupa inoltre di formazione agli insegnanti e ai genitori.


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