“Nessuna persona deve scegliere tra essere sé stessa e sentirsi amata. Un’alternativa all’odio e alle violenze contro giovani LGBTQIA+ esiste, se la società la costruisce.”

NOTA STAMPA

Milano, 25 giugno 2026 – “Di fronte a una tragedia come quella che ieri ha avuto luogo a Camaiore, non spetta certamente a noi stabilire le responsabilità o sostituirci alla magistratura nella ricostruzione di ciò che è accaduto. Quello che però possiamo e dobbiamo fare è interrogarci. Se anche una sola persona è oggi costretta a pensare che essere semplicemente sé stessa metta in discussione l’amore della propria famiglia, è evidente che la nostra società ha ancora molta strada da fare. Spazio Aperto Servizi, con Casa Arcobaleno, incontra ogni giorno ragazze e ragazzi che hanno vissuto rifiuto, umiliazioni, violenze psicologiche e fisiche e che, grazie all’accoglienza, al dialogo e a una forte rete di sostegno, riescono a ricostruire la propria vita. Questo ci insegna che un’alternativa esiste, se la società la costruisce”, ha commentato Maria Grazia Campese, Presidente di Spazio Aperto Servizi che a Milano gestisce 6 Case Arcobaleno, il progetto di accoglienza nato dalla collaborazione con il Comune di Milano e che dal 2019 ha ospitato circa 60 giovani persone LGBTQIA+ respinte dalle proprie famiglie.

“Non possiamo più soltanto indignarci quando accade una tragedia. È responsabilità di istituzioni, scuola, famiglie, società civile e media contribuire attivamente alla difesa dei diritti, garantendo a ogni persona di vivere senza la paura di essere rifiutata per ciò che è, di ritrovarsi sola o di non trovare un posto nel mondo. Perché una società che accoglie, salva realmente delle vite, spesso molto prima che diventino una notizia di cronaca. I diritti non rappresentano un tema ideologico: sono la condizione perché nessuna persona debba scegliere tra essere sé stessa e sentirsi amata”, ha concluso la Presidente Campese.